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taglio sostegnoWalter Miceli - Facebook

Le parole sono pietre (e spero che abbiate la pazianza necessaria per leggerle attentamente).

È noto, o dovrebbe essere noto a tutti, che la quantificazione delle ore di sostegno in base a “range predefiniti” non ha nessun valore didattico-educativo e risponde, invece, all’obiettivo dichiarato dal legislatore di ridurre progressivamente gli insegnanti di sostegno di 5000 unità ogni anno.

Riporto le parole testuali del Dossier del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.

“Si ritiene che l’attribuzione delle ore di insegnamento specialistico agli alunni con disabilità attraverso il nuovo sistema, possa portare progressivamente ad una effettiva riduzione, nel tempo, del numero dei docenti di sostegno.
Al riguardo si potrebbe ipotizzare che in termini di valutazione del riconoscimento del massimo delle ore di sostegno solo al raggiungimento del range “molto elevato”, le valutazioni sulla disabilità grave finora utilizzate con un prudente grado di approssimazione potrebbero essere, per circa il 33%, distribuite tra il range “medio” ed il range “elevato”, per cui si potrebbe conseguire una riduzione di casi di riconoscimento del sostegno in deroga in ragione di circa 11.285 x 0,33= 3.724 posti annui;
anche per altre tipologie di disabilità grave si potrebbero conseguire ulteriori riduzioni stimabili prudenzialmente in n. 1800 posti, con una riduzione annua potenziale di circa 5.000 posti da cui deriverebbe un risparmio di almeno 36.154x5.000= 180 milioni annui, quantomeno sui posti di sostegno in deroga, non escludendo eventuali riduzioni anche sui posti in organico di diritto da verificare nel tempo.
Ampia percentuale di risparmio si otterrebbe, inoltre, dalle risorse assegnate per disabilità lievi, per le quali attualmente il rapporto docente-alunni risulta pari a circa 1:2, ossia con un docente ogni 2 alunni.
Con il nuovo sistema di valutazione del fabbisogno, nell’area della disabilità lieve verrebbero adottati i range di tabella 2 relativi al grado “lieve” (0-4) o “medio” (5-9). In questo caso, la percentuale di risorse assegnate, attualmente pari al 50% del numero degli alunni, potrebbe scendere fino al 30%.
Il meccanismo appena illustrato costituisce un intervento culturale, di cambio di prospettiva, definito assieme alle Federazioni rappresentanti le associazioni degli alunni con disabilità, d’intesa con l’Osservatorio nazionale permanente per l’inclusione scolastica operante presso il Ministero dell’Istruzione”.

Le ultime parole della relazione illustrativa della legge di Bilancio per il 2021 [ossia, "Il meccanismo appena illustrato costituisce un intervento culturale, di cambio di prospettiva, definito assieme alle Federazioni rappresentanti le associazioni degli alunni con disabilità, d’intesa con l’Osservatorio nazionale permanente per l’inclusione scolastica operante presso il Ministero dell’Istruzione"], mai smentite, sono davvero gravi e suscitano inquietanti interrogativi. 

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