Materiale utile
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Progetto autismo è un contenitore di informazioni utili per l'autismo.
Informazioni, materiale educativo e didattico.
Facciamo presente che non siamo un'associazione, né, purtroppo, possiamo fornire lavoro.
Ma certamente troverete qui notizie verificate e certe e tanti spunti per i nostri figli. Dio vi benedica.

Metodi utilizzati per i soggetti affetti da Autismo e Disturbi correlati.

E’ ampiamente risaputo che attualmente molti sono i metodi, le strategie e gli approcci che vengono pubblicizzati per questo ampio gruppo di disturbi. L’elenco sarebbe lungo e sicuramente non esaustivo. Abbiamo pertanto ritenuto indicato non fare scelte esclusive ma affidarci, nella maggior parte dei casi, a professionisti esperti che ci presentassero il metodo, la strategia, l’approccio , pur sulla base di una griglia da noi appositamente preparata, in modo che fosse più semplice un possibile confronto.
Il nostro intento non riguarda quindi una indicazione precisa sulla possibile efficacia o sulla scelta di un metodo rispetto ad un altro quanto l’offrire una definizione chiara a chi si avvicina per la prima volta su che cosa consista il metodo, quali siano i suoi presupposti, a chi è stato inizialmente rivolto, per quali fasce di età, e, quando possibile, le critiche che sono state rivolte, unitamente ai dati della letteratura sui risultati ottenuti.
L’elenco è ancora da completare, pregiudizialmente non abbiamo a priori escluso alcun tipo di approccio, se non quelli nei quali gli autori hanno scelto di non aderire alla griglia da noi proposta.
L’elenco è limitato anche perché alcuni autori debbono ancora inviare la loro relazione e siamo sicuri che altri si aggiungeranno e sarà nostra cura ospitare nel sito nuove proposte con una seria base scientifica, intendendosi con questo termine quanto è elaborato nel rispetto di una metodologia e cerca una sperimentazione rigorosa contemporaneamente basata sull’evidenza dei risultati ottenuti.

© http://www.specialeautismo.it/index.htm

 

Intervento cognitivo comportamentale 

Intervento logopedico

Intervento psico-motorio

Pet-Therapy:

Che cos'è

petherapy_1.jpgL'intuizione del valore terapeutico degli animali, che risale all'antichità e nel corso dei secoli ha assunto sempre più importanza, trova oggi una strutturazione metodologica e impieghi mirati a specifiche patologie. Infatti, durante il processo di addomesticamento iniziato 12000 anni fa, si è instaurata, tra l'uomo e l'animale, una forte intesa affettiva ed emotiva.

Bisogna giungere al XVIII secolo per osservare, presso scuole anglosassoni, l'effetto benefico esercitato dalla presenza di cani e gatti sull'umore e sulle condizioni di salute dei pazienti; in particolare, occuparsi di questi animali consentiva a malati di mente di acquistare un certo equilibrio ed interesse per il mondo esterno. Nella seconda metà del XIX secolo un medico francese sperimentò l'ippoterapia in pazienti portatori di handicap neurologici e ne riportò dei risultati soddisfacenti. Durante l'ultima guerra mondiale, animali da compagnia vennero utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a molte persone dagli eventi bellici.

Per indicare questo tipo di approccio da parte della medicina si parla di pet-therapy, un neologismo di origine anglosassone coniato dallopetherapy_2.jpg psichiatra infantile Boris Levinson nel 1953 in seguito ad una scoperta casuale: un bambino con tratti autistici, in cura presso di lui, si dimostrò più spontaneo e più disponibile all'interazione, dopo aver avuto un contatto da lui stesso voluto, con il cane (cocker) di proprietà di Levinson. Pet in inglese significa "animale domestico" o "da compagnia" da accarezzare e coccolare, azioni che procurano così un piacevole contatto fisico, uno dei principali fattori di comunicazione interpersonale e interspecifica, e stimolano la creatività, la curiosità e la capacità d'osservazione (soprattutto nei bambini).

Nel 1961 nasce ufficialmente la "terapia con gli animali" come tecnica d'intervento terapeutico: l'animale diventa "co-terapeuta" nel processo di guarigione, rivestendo il ruolo di "mediatore emozionale" e "catalizzatore" dei processi socio-relazionali. A partire dagli anni ‘80 il programma Pet Therapy è stato suddiviso in fasi distinte tra loro:

  • Animal-Assisted Activities (AAA) - Attività svolte con l'ausilio di animali che hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.).

Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere. Per queste attività:

  • non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento;
  • é opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate;
  • le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita.
  • Animal-Assisted Therapy (AAT) - Terapia effettuata con l'ausilio di animali finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi.

È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato. Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi:

  • cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo)
  • comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole)
  • psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione)
  • psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima).

petherapy_3.jpgSono interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente. Si tratta di co-terapie dolci, che affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale. La terapia effettuata con gli animali per risultare efficace deve, innanzitutto, individuare gli obiettivi specifici per ciascun destinatario dell'intervento, valutare i progressi in itinere, deve essere finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute e fattore importante essere gestita da professionisti di sanità umana.

  • Human- Animal Support Services (HASS).

In Italia, la Pet Therapy, sbarca nel 1987 al Convegno interdisciplinare su "Il ruolo degli animali nella società odierna", tenutosi a Milano il 6 dicembre al quale hanno partecipato esperti di fama internazionale. Nel 1990 nasce, sempre in Italia, il C.R.E.I. (Centro di ricerca Etologica Interdisciplinare per lo Studio del Rapporto uomo-animale da compagnia) che unisce studiosi di varie discipline inerenti la salute umana ed animale, l'ambiente ed il comportamento.

A chi giova petherapy_4.jpg

Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.

È stato infatti rilevato da studi condotti già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione,cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo.
Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet therapy, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore.

petherapy_5.jpgAlcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.

Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.

Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet- therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.petherapy_6.jpg
L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.


Fonte © www.aaeweb.net


Ippoterapia:

giovannino_ippoterapia_2009.jpgL' ippoterapia (dal gr. Huppos = cavallo e therapeia = cura), meglio detta terapia con il mezzo del cavallo (abbreviato TMC) è l’insieme di tecniche mediche che utilizzano il cavallo per migliorare lo stato di salute di un soggetto umano.

Da questo punto di vista è da distinguersi dalle semplici pratiche ludiche che coinvolgano il cavallo senza il controllo di personale medico specificamente preparato.

 

Cenni Storici

Benefici effetti correlabili all’uso del cavallo furono intuiti in epoche remote e la prescrizione dell' equitazione a scopo terapeutico si riscontra già nell’opera di Ippocrate di Coo (460-370 a.C.).

In Italia, l' ippoterapia è stata introdotta, in modo coerente e metodologicamente corretto, da Daniela Nicolas-Citterio negli scorsi anni ’70.
Questa studiosa francese ha fornito un notevole impulso alla diffusione e al corretto uso del cavallo in medicina, anche attraverso la benemerita Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre.


Descrizioni e fasi

L' ippoterapia consiste nella induzione di miglioramenti funzionali psichici e motori attraverso l’attento uso dei numerosi stimoli che si realizzano nel corso della interazione uomo-cavallo. Si avvale di soggetti equini adatti allo scopo (cavalli malati, zoppi, rigidi, di taglia insufficiente o eccessiva, troppo nevrili o troppo indolenti, troppo giovani o troppo anziani, non soltanto risultano poco utili ma possono giovanni_maria_ippoterapia_estate_2009.jpgessere contro-producenti). È necessaria una specifica selleria mentre per il paziente non è previsto un particolare abbigliamento, proprio perché si tratta di sedute di terapia e non di concorsi di equitazione.  

Si distinguono quattro fasi fondamentali:

  • "Maternage": Può essere considerata una fase preliminare del paziente che, insieme al terapista, comincia il suo approccio al cavallo;
  • Ippoterapia propriamente detta: Consiste nella somministrazione degli esercizi terapeutici al soggetto malato che non si occupa direttamente dei movimenti e degli altri stimoli provenienti dal cavallo ma a questi risponde automaticamente; Questa fase è tanto più efficace quanto più attenta è la scelta e la progressione degli esercizi somministrati dalla equipe medica.
  • Riabilitazione equestre: È una fase avanzata della cura. In essa il paziente controlla direttamente il cavallo attraverso le proprie azioni;
  • Re-inserimento sociale: Punto di arrivo ottimale di tutto il programma terapeutico, il re-inserimento sociale può essere realizzato attraverso il mezzo del cavallo in quella parte dei pazienti che abbiano superato i deficit psico-motori originari che erano di ostacolo alla piena affermazione della persona.

giovannino_ippoterapia_estate_2009.jpg
A chi è rivolta

In termini moderni, l' ippoterapia trova la sua indicazione, oltre che nelle patologie classiche della paralisi cerebrale infantile, dell’autismo o della sindrome di Down, anche nelle patologie acquisite in conseguenza di traumi correlati alla infortunistica stradale e del lavoro.

Affinché questo metodo di cura risulti efficace e la sua somministrazione sia corretta sotto tutti gli aspetti medici, tecnici e normativi, l' ippoterapia dev' essere esercitata da una equipe integrata da personale specificamente qualificato e tecnicamente preparato. Per lo stesso motivo, il luogo destinato a questo tipo di cura necessita di una sufficiente disponibilità di spazi chiusi (maneggio coperto, sala per visite mediche, uffici, sala riunioni, servizi igienici, scuderia, selleria) e di spazi aperti (campo recintato, tondino).

 

Fonte © Wikipedia

 




 

 

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