Ma ci chiediamo..
come fanno alcuni relatori, neuropsichiatri, supervisor
a crescere nella Scienza comportamentale se a loro volta non stanno più direttamente con i bambini?
Come fanno a crescere in competenza se a loro volta non sono mai supervisionati?
"Autismo, mio figlio ha perso due anni di cure"Modena, 23 settembre 2011- UNA MAMMA considerata dai medici troppo apprensiva ma che, in realtà, ci aveva visto giusto. Il suo piccolo Marco (il nome è di fantasia) è affetto da autismo ma gli esperti, malgrado i dubbi sollevati dai genitori, per due anni hanno escluso la malattia diagnosticandola in ritardo. Oggi questi genitori chiedono giustizia e raccontano la loro storia per evitare che altre famiglie subiscano il loro calvario. Lo fanno anche per sensibilizzare la società sul tema dell’autismo, una malattia che affligge 195 bambini solo nella nostra provincia (sono i casi registrati nel 2009). Proprio a Modena, in via Cardarelli, esiste un centro specializzato che in pochi conoscono e che la mamma in questione ha conosciuto solo per caso, grazie a un convegno a cui ha partecipato e grazie al quale ha capito, a quanto raccontato, prima dei medici che il figlio era autistico.
«QUANDO mio figlio ha compiuto 2 anni — racconta la donna — mi sono accorta di alcuni comportamenti strani. Si isolava, non giocava ma preferiva guardare libri e la televisione, aveva un grave ritardo del linguaggio e alcune ‘manie’. Lo spaventavano, per esempio, i rumori. Così il pediatra mi ha consigliato di rivolgermi al neuropsichiatra infantile. Ci siamo rivolti agli ambulatori Asl di via Newton e il primo appuntamento ci è stato dato quando il bambino aveva 2 anni e 9 mesi. Quando finalmente è stato visitato, lo specialista ci ha rassicurato dicendoci che era un bimbo ansioso con problemi di linguaggio». La mamma ha sottolienato più volte i propri dubbi, paventando anche il fatto che il figlio fosse autistico: «Mi hanno risposto che l’autismo era categoricamente escluso e l’hanno messo in lista d’attesa per la logopedista». Intanto Marco continuava a peggiorare e a 3 anni ancora non parlava: «Ho cominciato a portarlo a fare visite altrove, risonanze magnetiche ed encefalogrammi, che escludevano ogni malattia neurologica.
Ultima modifica il Domenica, 25 Settembre 2011 15:18
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