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Il valore e l'importanza della Certificazione ABA. |
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Scritto da francesca
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Sabato 14 Gennaio 2012 09:23 |
Intervista di www.progettoautismo.it alla Dr. ssa Sara Bassani.
Come spesso avviene in ogni serio percorso scientifico il carattere di crescita e di verificabilità avviene attraverso strutture ed enti che possano verificare il lavoro, le ricerche, i passi avanti e la fruizione delle scoperte. Così nel mondo della Scienza comportamentale si è sentita l’esigenza di maturare una certificazione che qualifica gli step di competenza e di serietà deontologica del supervisor a garanzia del bene dei bambini autistici e delle loro famiglie. Per approfondire brevemente la questione nel mondo delle certificazioni intervistiamo la Dr. ssa Sara Bassani (*), che opera in seno all’Associazione” Pianeta Autismo”.
Quali certificazioni internazionali esistono e da chi sono rilasciate? Le certificazioni A.B.A. sono varie: la sottoscritta è certificata come Supervisor di II livello in EIP (Early Intervention Program), rilasciata dal dott. Svein Eikeseth, Ph.D dell' NFBU (Norwegian Research Institute for Children with Developmental Disabilities), metodo sviluppato dal dott. Ivaar Lovaas e applicato con bambini che rientrino nello spettro autistico e che abbiano età compresa tra i 2 e i 7 anni. Il percorso richiede: 2000 ore di pratica, formazione di 2 anni con consulenti del gruppo di lavoro norvegese ed esame finale (teorico e pratico). Un'ulteriore certificazione (percorso che ho attualmente intrapreso) è quella rilasciata dal BCAB® (Behavior Analysis Certification Board®) che certifica Analisti Comportamentali di 2 livelli: BCBA (Board Certified Behavior Analyst®) e BCaBA® (Board Certified Assistant®). Le differenze nei 2 percorsi sono le seguenti: BCBA®: laurea e master post-lauream, 225 ore di corso nell'area specifica dell'A.B.A., supervisione da parte di un analista comportamentale certificato dal BCAB®, 1500 ore di pratica ed esame finale del BCAB® per “Behavior Analysts” (Behavior Analyst Certification Examination). BCaBA®: laurea, 135 ore di corso nell'area specifica dell'A.B.A, supervisione da parte di un analista comportamentale certificato dal BCAB®, 1000 ore di pratica ed esame finale del BCAB® per “Assistants” (Assistant Behavior Analyst Certification Examination)
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 10:17 |
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Comunicato Stampa delle prime linee guida nazionali sull'autismo |
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Scritto da francesca
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Comunicato n. 204
27 Ottobre 2011
Linee guida sull’autismo, Sottosegretario Martini: "L'Istituto Superiore di Sanità ha emanato le prime linee guida nazionali in Italia sull'autismo, ora si avvii un percorso rinnovato di appropriatezza nelle cure e vicinanza alle famiglie in tutto il Paese"
In merito all’emanazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità delle prime linee guida nazionali sull’autismo nel nostro Paese, il Sottosegretario alla salute Francesca Martini ha dichiarato:
"Dall’inizio del mio mandato mi sono impegnata fortemente per la messa in atto di un confronto scientifico ai più alti livelli che permettesse al nostro Paese di dotarsi di linee guida nazionali per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti e oggi provo grande soddisfazione nel testimoniare che attraverso il lavoro sviluppato dall’istituto Superiore di Sanità in collaborazione con le migliori esperienze territoriali questo è stato possibile.
E’ necessario, come ho in più occasioni affermato, rispondere alla variabilità soggettiva della patologia sulla base di una solida valutazione scientifica dei più avanzati protocolli attuati in Italia ed all’estero, anche alla luce di una rigorosa valutazione del follow up dei pazienti, offrendo risposte alle giuste preoccupazioni dei familiari. Una patologia come l'autismo è ancora considerata di difficile definizione nella sua eziopatogenesi e spesso presenta alta complessità assistenziale. Per questo queste importantissime linee guida nazionali debbono rappresentare un punto di partenza e non certo un punto d’arrivo. Il disturbo autistico presenta un quadro molto diversificato che si modifica, come per tutti i bambini, nel corso dello sviluppo e per questo l’individuazione e l’adozione delle modalità di intervento devono essere sottoposte a costanti verifiche. Grazie ad un gruppo di lavoro in grado di monitorare le esperienze territoriali a livello nazionale in termini di risultati scientificamente accertati, si è giunti oggi alla stesura di linee guida nazionali ampiamente condivise che necessitano di una adozione omogenea in termini qualitativi da parte delle regioni che ne hanno la competenza istituzionale, sia sul piano gestionale che organizzativo. Un percorso che deve essere necessariamente aperto al progresso scientifico e ai risultati della ricerca a livello mondiale. Siamo pertanto ora in grado di definire un percorso di diagnosi, terapia e cura in termini di appropriatezza. Colgo quindi l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito costantemente per ottenere questo risultato ed esprimo la mia personale vicinanza a tutti i pazienti e le loro famiglie, garantendo l’impegno mio personale e del Ministero che rappresento a procedere su questa strada.”.
© - http://www.salute.gov.it - 27 ottobre '11
qui le Linee Guida |
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Scritto da francesca
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Venerdì 25 Novembre 2011 06:54 |
Medicina: 2 mila euro al mese per un bimbo autistico, famiglie in rivolta sul web
Roma, 24 nov. (Adnkronos Salute) - Fino a 2 mila euro al mese sborsati di tasca propria dalle famiglie italiane con un bambino autistico. Dribblando la burocrazia delle Asl, le difficoltà con la scuola 'impermeabile' ai terapisti esterni, il sostegno che spesso è un miraggio. E cercando di far quadrare i conti del bilancio familiare con le richieste d'oro che arrivano dai consulenti e dai terapisti privati, spesso stranieri, in un mercato che sembra non risentire affatto della crisi.
La rivolta dei genitori italiani con bambini autistici parte dal web: "Vogliamo denunciare una situazione difficile e troppo spesso ignorata", spiega all'Adnkronos Salute Gianni Papa, insegnante di sostegno della provincia di Varese, padre di due bambini (di cui uno con autismo), e combattivo blogger creatore di 'autismoincazziamoci.org': un blog per ''l'autismo da combattimento", nato più di un anno fa e che oggi calamita mille persone al giorno. Proprio grazie a Papa su Facebook è nato un gruppo, 'Il costo dell'autismo', che fotografa le spese affrontate dai genitori per gli interventi cognitivo comportamentali.
"Trattamenti che secondo le linee guida, tutte le linee guida, devono essere intensivi, precoci e, appunto, di tipo cognitivo comportamentale per aiutare i nostri figli ad acquisire le competenze necessarie per vivere nel mondo", dice Papa. Ma che costano un occhio della testa, perché sono al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Il conto è presto fatto: da 1.300 a 1.500 euro al mese per le terapie (non scaricabili), 170-300 euro per i consulenti formati ad hoc, quando non si tratta di 'guru' del metodo Aba (Applied Behavior Analysis – Analisi applicata del comportamento) in arrivo dall'estero. E poi vanno aggiunti i costi per i materiali (foto, immagini e cartoncini) usati dai terapisti e quelli per i rinforzi: "Come l'iPad, strumento usato come premio per stimolare il bambino a fare determinate cose. Mio figlio lo adora, e adesso toglierglielo è diventato un problema", racconta Papa con un sorriso.
"Alla fine, sul conto mio e di mia moglie, restano ogni mese poche centinaia di euro. Anche se cerchiamo di risparmiare in ogni modo, affidandoci anche a una consulente giovane, che comunque prende 50 euro l'ora. Più di un neurochirurgo". Il papà blogger è arrabbiato, così come i tanti componenti del gruppo e i genitori con cui è in contatto sul web. "Si tratta di un mercato privato, che proprio per questo è senza limiti. Solo creando dei servizi pubblici si potrebbero abbassare i prezzi".
Ma l'autismo non è una malattia 'di moda': "Se ne parla troppo poco, e ancora oggi nei servizi sanitari domina l'approccio relazionale-familiare e psicodinamico. Risultato? Anni di psicoterapia familiare prima di interventi che partano dal problema del bambino, cercando di risolverlo", dice Papa. E se i servizi delle unità di neuropsichiatria infantile sono troppo spesso "'impermeabili' all'approccio cognitivo comportamentale, tranne in rari casi come il Centro di Fano e quello di Bologna, la scuola non è certo più aperta". Questa, infatti, per le famiglie sarebbe la soluzione ideale, dal momento che il bambino passa a scuola molte ore. "Ma gli insegnanti non sono formati e spesso le scuole rifiutano di far entrare in classe il terapista privato scelto e pagato dai genitori". E gli insegnanti di sostegno? "Quando ci sono, molto spesso fanno ostruzionismo anche loro", assicura.
Ma se i bambini a scuola devono anche imparare a essere autonomi, i piccoli con autismo devono prima imparare a chiedere, a relazionarsi con gli altri, altrimenti sono naturalmente portati a fare da soli. "Con loro servono interventi mirati", sottolinea il papà. Così occorre concentrare le terapie dopo la scuola. Non solo. Capita anche di dover battagliare a suon di carte bollate con la Asl. "Io ho un bambino che farà 6 anni a dicembre e ho da poco vinto la causa con la Asl per ottenere l'accompagnamento, che non ci era stato riconosciuto. Ci era stato detto che, comunque, si trattava di un bambino piccolo e che avremmo dovuto stargli dietro in ogni caso, ma io mio figlio non posso lasciarlo un attimo. Abbiamo fatto causa e l'abbiamo vinta, ma altre famiglie magari finiscono per rinunciare e accontentarsi. Questo non è giusto", conclude.
© http://www.adnkronos.com – 25 novembre 2011 |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Novembre 2011 07:38 |
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Un sostegno a chi sostiene |
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Scritto da francesca
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Lunedì 21 Novembre 2011 13:26 |
Studio di Psicologia EBMB
Un sostegno a chi sostiene
Progetto di supporto alla genitorialità rivolto a genitori di bambini con Autismo e Disturbi Generalizzati dello Sviluppo
Conduttori
Dott.ssa Elisa Bollina - Psicologa, specializzanda in psicoterapia Sistemica Familiare presso la scuola “Mara Selvini Palazzoli”. Corso ASAG all’Università Cattolica di Milano per Conduttore di gruppi di coppie e genitori . Ha lavorato come tutor ABA al CDD “Danelli Day” per minori con Autismo di Lodi, supervisionata dalla Dott.ssa D’Amato (BCBA), dove ha condotto gruppi di Parent Training con i genitori dei bambini frequentanti il centro. Collabora con il Centro di Terapia Familiare dell’ospedale di Treviglio.
Dott.ssa Maria Borella - Psicologa, specializzanda in psicoterapia Sistemica Familiare presso la scuola “Mara Selvini Palazzoli”. Conduce gruppi di supporto psicologico ad approccio sistemico-relazionale per pazienti affetti da patologie croniche e loro familiari. Si occupa di sostegno alla genitorialità presso il Consultorio Familiare “Centro per la Famiglia” di Sesto S. Giovanni e ha realizzato interventi psico-educativi a favore di minori con Disturbi Generalizzati dello Sviluppo.
Brochure_Progetto_Un_sostegno_a_chi_sostiene.pdf
Per informanzioni:
Dott.ssa Elisa Bollina
Cell. 3381641648
Email:
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Dott.ssa Maria Borella
Cell. 3332933807
Email:
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